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di Dalmazio Ambrosini
Curio, Novaggio e Bedigliora,
una storia comune che dura
da secoli
Una stabile collaborazione a
favore della popolazione
Gli abitanti della zona sono
in leggero e costante
aumento. Paesi dalla
socialità molto viva,
immersi in un paesaggio di
grande pregio. Tre anni fa,
dopo la bocciatura
dell'aggregazione, si sono
intensificati i progetti e
gli accordi tra i Comuni.
Nell'agosto del 2004 è stato
bocciato il progetto di
aggregazione per il nuovo
comune del Medio
Malcantone
tra Curio, Novaggio,
Bedigliora Astano e
Miglieglia. Qualcuno pro, i
più contro. Non è però
sepolta, anzi riemerge con
sempre più forza la
prospettiva delle intese,
della collaborazione «su
progetti puntuali nella
consapevolezza dei tanti
problemi comuni, che vanno
risolti insieme», come
indica Felice Campana,
sindaco di Novaggio, citando
i rifiuti,
l'approvvigionamento idrico,
la depurazione e altri
ancora. Paolo Colin, da
Curio, aggiunge la sicurezza
stradale e il problema del
traffico nel Basso
Malcantone, «che interessa e
inquieta tutti. Premiamo per
quanto possibile attraverso
la Regione, insistiamo sul
potenziamento dei mezzi
pubblici, sulla
disponibilità gratuita o
quasi di bus aziendali per
chi si reca al lavoro, ma
siamo convinti anche della
necessità di un cambiamento
di cultura da parte di
tutti». Marco Piattini da
Bedigliora amplia
«all'ufficio tecnico
intercomunale e ad altri
servizi comuni, per
sfruttare al meglio quello
che abbiamo insieme, su
tutto il territorio». Intese
ne esistono già, come sulla
polizia intercomunale, la
volontà è di proseguire con
decisione su questa strada,
in vista di future
aggregazioni, magari più
ampie, a dipendenza anche di
quanto succede in basso.
La collaborazione è nella
storia di queste comunità.
Curio, Novaggio e Bedigliora
costituivano storicamente
nel Medio Malcantone
un'unica comunità,
denominata “Castellanza di
Novaggio”. Un primo
smembramento in tre Comuni e
altrettanti Patriziati si
ebbe nel Medioevo, l'ultima
divisione nel 1788 lasciò
un'eredità di autonomia ma
anche qualche strascico di
litigiosità per quanto
riguarda boschi, confini,
pascoli, in particolare sul
monte Mondini. Ebbene, nel
settembre del 1902 proprio
sul monte Mondini venne di
comune accordo innalzata una
croce per iniziativa di don
Pietro Maricelli, parroco di
Astano e nativo di
Bedigliora. Cent'anni dopo,
nel settembre 2002 gente di
tutto il Malcantone ha
festeggiato il primo
centenario della croce, una
delle prime ad essere eretta
sulle nostre montagne. Non
solo, ma lo scorso anno il
gruppo di animazione “I
Ribelli” ha posato un'altra
croce in ferro sul monte
Gheggio, alle spalle di
Curio, ben illuminata di
notte e visibile da parecchi
villaggi. E così, quella che
fu una storia unitaria con
qualche strascico nella
separazione è tornata, anche
simbolicamente, una vicenda
comunemente condivisa,
sempre però con robuste
venature autonomistiche,
come dimostra il voto di tre
anni fa. Per adesso si
collabora sempre più e
meglio, ma tra Comuni.
L'accordo si sviluppa anche
nel valorizzare i pregi del
territorio. Ossia lo
stupendo paesaggio
collinare, con frequenti
colpi d'occhio sul lago
Maggiore, sul Ceresio, la
valle della Tresa e, in
lontananza, sul monte Rosa.
È questa una zona ricca di
natura e storia, trapuntata
di splendidi nuclei ben
conservati, che si vanno
allargando con nuove
costruzioni, perché qui
abitare è bello. I villaggi
si richiamano l'un l'altro e
si stanno avvicinando,
residenze secondarie ma
soprattutto case
d'abitazione. La popolazione
è in leggero, costante
aumento, si costruisce e ci
sono progetti per
l'immediato; non a caso si
stanno ritoccando gli indici
per favorire permanenze e
nuovi arrivi. Molti i
giovani, per cui si rende
necessario l'ampliamento
delle scuole elementari, con
due ipotesi: ex novo a
Bedigliora, sostituendo
l'attuale sistemazione
provvisoria, o con
l'ampliamento del moderno
Centro scolastico di
Novaggio. A Curio funziona
alla grande il Centro
giovanile opera San
Giuseppe, messo a
disposizione dalla
parrocchia, dove si
ritrovano i ragazzi delle
medie di mezzo Malcantone.
Ovunque si punta su una
socialità molto attiva, con
una miriade di associazioni
e iniziative: basti per
tutte la pista di skater a
Novaggio, un centinaio di
appassionati e la squadra in
serie A.
I poli lungo i quali si
sviluppa la socialità di
questo territorio
Un angolo di Ticino a
vocazione sanitaria,
turistica e culturale
Che qui si viva bene lo
conferma Eros Bellinelli,
già responsabile dei
programmi culturali della
radio e televisione, che ha
scelto Banco da più di
trent'anni. «È una zona
collinare non fredda
d'inverno, meno calda
d'estate, con
tanto sole, tranquillità e
silenzio. Nei nuclei si
leggono ancora i segni
dell'emigrazione, operai
stagionali, imbianchini,
gessatori, muratori e
fornaciai. A Banco c'è
quell'autentica istituzione
che è il teatro, un tempo
punto di riferimento
culturale per tutta la zona;
vi si dedicavano gli
emigranti nei mesi invernali
mettendo in scena lavori
magari scritti da loro».
Le ricche tradizioni di
cultura trovano spazio e
vita al Museo del Malcantone,
dal 1989 nel bell'edificio
neoclassico progettato
dall'arch. Luigi Fontana nel
1853 per ospitare una scuola
di disegno, la prima
professionale della Svizzera
Italiana. Riconosciuto quale
museo etnografico regionale,
accoglie esposizioni
temporanee e permanenti
relative alla civiltà
contadina,
ai temi dell'abitare e della
religiosità,
all'emigrazione. Accanto ad
architetti, urbanisti e
incisori di fama mondiale -
e bastano due giganti come
Domenico Trezzini e Giacomo
Mercoli - sono illustrati i
mestieri del gessatore e
dello stuccatore, cui
nell'800 erano preposte le
scuole di disegno di Curio e
Breno, oltre al fornaciaio,
uno dei mestieri più diffusi
dell'emigrazione stagionale.
Anche qui si agisce in una
rete di collaborazioni, come
confermano i progetti con i
patriziati per il sentiero
didattico dal Lema a
Novaggio e Miglieglia, e di
un piccolo museo del
boscaiolo. Per il tempo
libero e per la piccola
storia quotidiana, tenendo
conto che la gestione del
territorio è ancora viva,
come dimostrano i bei
vigneti, l'attività di
contadini e l'azienda
agricola Antonioli.
Il carattere salubre della
zona, ricca di boschi e
protetta alle spalle dai
monti, è ribadito dalla
Clinica di riabilitazione di
Novaggio, dove sono iniziati
i lavori per un ulteriore
ampliamento. È la
dimostrazione di come si
possa passare da una
destinazione specifica - è
nata nel 1922 come clinica
militare per soldati affetti
da tubercolosi - a una
struttura sanitaria
rispondente a precisi
compiti, appunto legati alla
medicina riabilitativa,
nell'ambito
dell'organizzazione
ospedaliera cantonale. A
Bombinasco sorge il Centro
d'incontro Al Suu,
realizzato a suo tempo dalle
suore dell'Opera Serafica di
Soletta; è una casa di
accoglienza per persone
disabili, caratterizzata da
un'attività
molto bella di animazione e
di sensibilizzazione.
Sommate alla Casa per
anziani di Castelrotto,
queste strutture sono
altrettante conferme della
vocazione di accoglienza, ed
anche di turismo, legata a
caratteristiche paesistiche
e climatiche di assoluto
pregio. Un carattere che i
Comuni vogliono valorizzare
con una gestione comparata
delle necessarie strutture
moderne, ad esempio la
realizzazione dei posteggi
all'esterno dai nuclei, la
moderazione del traffico, l'ecocentro,
con strutture sociali come
Villa Alta a Novaggio per la
quale si sono avviati
colloqui con l'Ente
ospedaliero cantonale per un
utilizzo a scopi regionali.
Anche Curio spera in una
soluzione di tipo sociale
per Casa Avanzini, al centro
del nucleo.
Il ruolo dei laici, la
vitalità delle parrocchie,
la realtà dell'ecumenismo
Tra villaggi e colline
l'incontro con i segni di
una diffusa religiosità
Don Ernesto Ratti è parroco
di Curio, Novaggio e
Bedigliora, tre parrocchie
che comprendono realtà come
Banco, in piena espansione,
e Bombinasco, una sorta di
enclave anche dal punto
di
vista storico, tra
Bedigliora e Astano. Banco
era sede della parrocchia
fino al '700, quando la
popolazione fu decimata
dalla peste e la sede passò
a Bedigliora, nel cui
cimitero viveva un eremita
attorno al quale si raccolse
la presenza religiosa.
Curio è il punto di
riferimento per le attività
pastorali delle parrocchie:
vi risiede il parroco, è
attivo il Centro giovanile.
Don Ratti cita l'intensa
collaborazione dei laici, la
loro sensibilità e
preparazione liturgica e
pastorale; l'attività dei
Consigli parrocchiali; il
gruppo di catechiste che si
incontrano regolarmente per
un cammino di formazione e
la preparazione dei ragazzi
alla Prima comunione; la
disponibilità di un gruppo
di mamme per l'incontro dei
ragazzi delle elementari e
medie per preghiera,
riflessione
e svago; la preparazione
alla Cresima grazie alla
collaborazione di un papà e
di una mamma; le ricerche
sulle origini del
cristianesimo nella regione,
visitando anche i luoghi più
importanti come Riva San
Vitale ed Agno. Si sta
progettando la zona
pastorale per intensificare
le iniziative comuni di
animazione già avviate, come
le celebrazioni comunitarie
d'Avvento e Quaresima e il
pellegrinaggio
interparrocchiale del lunedì
di Pentecoste ad un
santuario mariano:
quest'anno Caravaggio con
visita a luoghi di Papa
Giovanni.
Interessante notare come
tutti i giovedì sera a Breno
si tenga un incontro sulla
Parola di Dio, presenti
esponenti delle comunità
cattolica ed evangelica. Il
carattere spiccatamente
ecumenico è sottolineato
dalla presenza dei parroci e
del pastore Tobias Ulbrich
della chiesa evangelica
riformata del Sottoceneri,
che cura in particolare la
comunità di Novaggio,
costituita soprattutto da
persone di lingua tedesca ma
fondata oltre cent'anni fa
da gente del posto.
A Curio è ancora attiva la
Confraternita del SS Nome di
Gesù, festa alla terza di
gennaio con processione; la
chiesa parrocchiale è
dedicata a San Pietro,
menzionata nel '300,
ricostruita nel '600. Nel
bosco, lungo l'antica
mulattiera che sale da Pura,
sorge l'oratorio della
Morella (mora, sosta)
dedicato alla Madonna del
Rosario, meta di un
pellegrinaggio votivo
all'Assunta. Bombinasco ha
l'oratorio della SS.
Trinità, sui Mondini sorge
la cappella di S. Maria del
Buon Pastore. A Novaggio la
parrocchiale è dedicata a
San Siro, l'entrata del
villaggio è segnata dalla “gesora”,
dedicata alla Madonna del
Carmelo, festa alla terza di
luglio, molto sentita e
partecipata. Bedigliora ha
la prepositurale di San
Rocco, di origine
medioevale, e l'oratorio di
S. Maria Assunta a Banco.
Nel bosco l'oratorio della
Barella, festa la prima di
settembre.
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