PANORAMICA    
 
Le Chiese e le Solennità


Soggetta alla chiesa di San Giovanni ad Agno fino al 3 agosto 1632, momento in cui si ha l’atto di costituzione della Parrocchia, già nel 1580 Novaggio aveva un proprio cimitero, il fonte battesimale e l’amministrazione. Vi era anche un beneficio semplice nella chiesa di San Siro; titolare il prete Domenico Banchini, con il titolo anche in San Pietro a Curio, dove risiedeva ed esercitava la cura delle anime. Il vice-curato di Curio abbinava la Messa a Novaggio. Ma i novaggesi domandarono di avere un vice-parroco proprio, residente. Non è affatto accertato che, in ogni epoca, Novaggio abbia avuto un vice-parroco. I redditi del beneficio semplice vennero affidati al parroco. A formare la congrua vennero devolute anche 17 staia di mistura di segale e miglio (pagate da alcuni privati di Novaggio) più 30 staia di mistura che ogni anno venivano distribuite dal Comune ai terrieri di Miglieglia, Aranno e Bedigliora, i quali fecero espressa rinuncia a favore dell’erigenda Parrocchia, più alcuni appezzamenti di terreno e i beni della chiesa di Santa Maria di Carate. Il Comune assunse, inoltre, l’obbligo di pagare ogni anno 20 scudi al parroco, di provvedere alla manutenzione della chiesa parrocchiale e di fornire al parroco un fascio di legna per ogni fuoco. La nomina del parroco era così regolata: alternativamente, una volta provvedeva il vescovo liberamente o per concorso, e una volta provvedeva su proposta degli uomini di Novaggio. Questa modalità fu in vigore fino al 1886, quando il beneficio divenne – per privilegio apostolico – di nomina popolare. In Parrocchia esercita il suo ministero sacerdotale don Ernesto Ratti, amministratore parrocchiale non residente. Il parroco risiede a Curio e ha in cura le anime anche di Novaggio e di Bedigliora.

Ad oriente dell’abitato – sulla confluenza delle vecchie strade provenienti da Banco, Curio e Miglieglia – sorge la chiesa parrocchiale di S. Siro, di stile barocco, costruita fra il 1600 e il 1625 sopra le rovine dell’antico oratorio omonimo, ricordato già nella pergamena di Sessa del 1352. Il nuovo edificio sacro – visitato, il 1. ottobre 1626, per la prima volta, dal vescovo Carafino, che dieci anni dopo tornerà per una seconda visita lasciando questi ordini: "Il tabernacolo, che è troppo alto, s’abbassi tanto che riesca più comodo al riporvi ed estrarre la pisside. Agli altari laterali si provvegga di pietre sacrate" – è a navata unica con volta a botte lunettata; presenta due cappelle laterali della seconda metà del ’600 (una dedicata alla Beata Vergine e l’altra al Crocifisso), decorate da stucchi. Gli affreschi neoclassici e ottocenteschi, di carattere decorativo, sono opera di Ferdinando Pelli di Aranno (1778-1822) e di Giacomo Donati di Astano (1819-1876). Da segnalare, ancora, che furono erette le Confraternite del SS. Sacramento (19 febbraio 1637) e del Rosario (21 febbario 1672). Nel "tesoro" della chiesa era conservato un prezioso calice d’argento del 1640, donato dal novaggese mons. Giovanni Antonio Gambazzi, abate mitrato degli Agostiniani di Lavant in Stiria; purtroppo, nel 1998 il calice e varie reliquie sono stati rubati. Recentemente (1994-95), la parrocchiale è stata oggetto di lavori di manutenzione ed è stata ritinteggiata. Un’artista di Novaggio, Simonetta Martini, ne ha poi impreziosito l’interno con diversi affreschi.

Sulla carrozzabile che da Curio sale a Novaggio, alla curva che immette nella dirittura per raggiungere il paese, si incontra l’oratorio di S. Maria di Carate, dedicato alla Beata Vergine del Carmelo e detto anche "la Gesora" (nella foto a lato). Esisteva già nel 1578, quando venne visitato da mons. Bonomi, ma venne rifatto nel 1637 in forme barocche. E il 5 giugno 1667 fu costituita la Confraternita del Carmelo. La facciata presenta una finestra serliana. L’interno è un’aula rettangolare con volta, munita di coro; l’altare è in stucco. Questo edificio è stato oggetto di un accurato restauro, terminato nel 1990, con la posa di artistiche vetrate ad opera di Fra’ Roberto. L’edificio, praticamente in rovina, è stato recuperato sia all’interno (con particolare cura per l’altare) che all’esterno, dove sulla facciata principale sono state scoperte e rimesse in luce due belle nicchie.

La casa parrocchiale è stata per lungo tempo utilizzata come abitazione primaria. Nel 1996 ha subìto anch’essa importanti lavori di manutenzione al termine dei quali è stata messa a disposizione della comunità, diventando luogo di incontro per diverse attività: catechesi, gruppo anziani, mamme-bambini, mercatini, ecc.




Le festività cattoliche a Novaggio sono tre. Innanzitutto, vi è la festa dei SS. Martiri (Callisto, Gimignano, Felicissima e Romano), detta "festa dei barbisún", che ricorre la seconda domenica di febbraio e che si celebra nella chiesa parrocchiale.

La solennità della Madonna del Carmine (denominata pure "festa della terzetta") è fissata alla terza domenica di luglio nell’oratorio di S. Maria di Carate, con la partecipazione  di numerosi fedeli dei paesi vicini; la processione avviene da "la Gèsora" alla chiesa parrocchiale e ritorno in questa chiesetta (nella foto, la solennità nel luglio 1984).Infine, la festa patronale in onore di S. Siro, nella chiesa parrocchiale a lui dedicata, ricorre il 9 dicembre e, abitualmente, è solennizzata la seconda domenica di dicembre. Un tempo, i festeggiamenti raggiungevano il loro apogeo in chiesa e fuori dell’edificio sacro: infatti, dopo le funzioni religiose il complesso del paese si produceva in un apprezzato concerto sulla piazza, ove accorrevano anche molte persone dei paesi vicini, mentre la sera vi era un’autentica baldoria nei vari ritrovi pubblici. Oggigiorno, invece, la festa si limita alla sola funzione religiosa, anche se vi è l’abitudine di preparare la "busecca" e distribuirla nei vari ristoranti di Novaggio.

La solennità nel luglio 1984

 

 

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