PANORAMICA    
 
Il progetto forestale "PIANCA"

Per molti secoli, durante i quali gli interventi selvicolturali si limitavano al taglio di polloni in popolamenti a carattere ceduo, i boschi del Patriziato di Novaggio formarono parte integrante di uno sfruttamento agricolo oltremodo intenso. In seguito all’evoluzione generale di ordine sociale, culturale e economico, è subentrata – nel dopoguerra – la coltivazione di boschi di latifoglie e gli estesi pascoli di Cima Pianca caddero vieppiù in disuso. Tale abbandono di boschi e pascoli porta non solo perdite economiche, bensì pure un pregiudizio preoccupante di tutte le funzioni della foresta.

Su basi contrattuali il Patriziato di Novaggio affidò nel 1973 all’Istituto di selvicoltura del Politecnico federale di Zurigo il compito di ricostruire i 140 ettari di bosco e terreni  abbandonati del suo comprensorio, beneficiando di finanziamenti da parte di Confederazione e Cantone. L’areale del progetto – diretto dal prof. Leibundgut e dal dott. E. Ott, coadiuvati dal Servizio forestale cantonale – ha una superficie di 140 ettari. La maggior parte dei pendii si trova tra i 760 e i 1500 m/sm, sono ripidi ed esposti principalmente a sud-ovest. L’accessibilità dell’intera zona prima dell’inizio del progetto era scarsa. La vegetazione naturale si compone – sui pendii esposti a sud – di un querceto misto; sui pendii a est si trovano, principalmente, faggete; nella fascia collinare del progetto domina il castagno frammisto a quercia. Nelle aree con terreno superficiale dominano la roverella e il cerro. Nel 1980 l’areale del progetto è stato ingrandito con l’acquisto di 7 ettari di bosco di castagno in zona Bedeia-Sciaroni. Questa parcella è stata acquistata dal Comune di Novaggio a un buon prezzo dalla cassa pensione Migros.

Gli obiettivi del progetto sono quelli di sviluppare delle tecniche selvicolturali, che permettano il risanamento di boschi castanili danneggiati e trascurati, restando a livello di costi favorevoli, nonché migliorare le conoscenze delle specie alternative idonee e del loro trattamento selvicolturale. Per poter raggiungere questi obiettivi sono stati eseguiti numerosi interventi, quali:

– costruzione della strada e delle piste per
accedere alla zona del progetto;

– la piantagione di circa 20 ettari di bosco e pascolo  abbandonato; 

– diradamento di soprassuoli in modo da migliorarne  la stabilità e la qualità;

– favorire le rinnovazioni naturali dei boschi patriziali;

– favorire lo scambio di informazioni con i vari istituti  di ricerca tramite pubblicazioni e visite al progetto.    Novaggio e i suoi boschi sono – nell’àmbito
forestale – un punto di riferimento.

Attualmente, è in atto uno studio per la continuazione del progetto, che si fonda su nuovi stimoli e nuove aspettative adeguate alle esigenze attuali della ricerca forestale.

La cura e la salvaguardia del territorio sono molto importanti e anche Novaggio e la sua popolazione lo sapranno valorizzare e potranno beneficiare ulteriormente di questa opportunità: in effetti, è un’area che abbellisce e rende maggiormente attraente le escursioni sulle pendici del Monte Lema.

 

 

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