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a Paz e a Travèrságn
Diversi
rinvenimenti, in
località Paz e
Travèrságn, fanno
risalire l’origine
dell’abitato di
Novaggio all’età del
ferro. Così, ad
esempio, sulla
"Rivista
archeologica
dell’antica
provincia e diocesi
di Como" (periodico
della Società
archeologica comense,
fascicoli
111-112-113, pag.
303, anno 1936,
Tipografia editrice
Cesare Nani) si
legge questa breve
ma interessante
annotazione: "Vicino
all’asilo infantile,
nel luogo denominato
"Travèrságn", ad un
metro
di profondità,
mentre si cavava
della sabbia venne
alla luce nel luglio
del 1935 una
sepoltura formata a
cassetta di circa 50
cm di lato,
costituita da
quattro lastre
infisse nel suolo,
coperte da una
quinta pure di
pietra. Era a
cremazione;
conteneva una
scodella, una
ciotola, una patera,
collocate l’una
dentro l’altra, in
terracotta, una
fibula serpeggiante
in bronzo, con un
dischetto infilato
sull’ago". Notizia,
questa, ripresa dal
quotidiano "Gazzetta
Ticinese" del 16
luglio 1935.
Sulla "Rivista
storica ticinese"
(1. giugno 1942,
anno 5, numero 3) si
legge un articolo a
firma di Aldo
Crivelli, dal titolo
"Due tombe a
Novaggio",
osservando fra
altro: "Questo nuovo
ritrovamento, unito
ai precedenti della
stessa civiltà e
sempre in territorio
di Novaggio (num. di
mappa 4e-187b),
acquista particolare
importanza per la
preistoria
malcantonese,
essendo un nuovo
punto di
collegamento tra le
scoperte di Sessa,
Banco, Novaggio,
Aranno, Cademario,
Breno.
Il proprietario ha
pure segnalato di
aver trovato, non
molto lontano dalla
tomba (vedi
planimetria),
un’area mista di
terra e carbone con
qualche coccio che
fa supporre sia
stata una probabile
ustrina [ dove è
praticata la
cremazione si
trovano spesso i
resti del rogo (ustrina)
con cui il cadavere
è stato combusto. Le
ustrine si possono
trovare anche nelle
necropoli di
inumati; in tal
caso, bisogna
dedurre che siano
resti di roghi
votivi. Sono
facilmente
riconoscibili perché
contengono solo
rimasugli di ceneri
e carboni], di cui
già si ebbe
l’esempio a
Cademario". Citiamo,
da ultimo, sempre
grazie alla cortese
collaborazione della
dott. Rossana
Cardani Vergani
(capo del Servizio
archeologia
all’Ufficio beni
culturali del
Dipartimento del
territorio),
l’"Atlante
preistorico e
storico della
Svizzera italiana.
Ristampa anastatica
dell’edizione 1943
con un contributo di
Pierangelo Donati"
(edito
dall’Associazione
archeologica
ticinese e
dall’Istituto
editoriale ticinese
di Bellinzona nel
1990) in cui si
riassumono i vari
ritrovamenti. Così,
sempre per quanto
concerne Novaggio,
al primo periodo
Golasecca 2 (dal 750
a.C. al 400 a.C.) si
fanno risalire 4
tombe a cremazione e
diverse altre non
controllate in
località Travèrságn
e all’alpe di Paz.
Nel disegno,
sezione di due tombe
a cremazione
rinvenute all’alpe
di Paz. |