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Fra
i
numerosi
"castelli"
che
popolavano,
nel
corso
dei
secoli,
la
valle
della
Magliasina,
si
cita
anche
quello
di
Novaggio.
Erano,
sostanzialmente,
posti
di
polizia
per
la
sicurezza
dei
viandanti
lungo
la
valle,
di
vedetta
e di
segnalazione.
Su
Novaggio
vi
sono
riferimenti,
in
particolare,
in
"I
castelli
della
Magliasina"
di
don
Enrico
Maspoli
(su
R.S.T.,
n.
5,
1939,
pag.
245;
R.S.T.,
n.
4,
1940,
pag.
377).
Da
parte
sua,
Emilio
Clemente
–
scrivendo
di
"Castelli
e
torri
della
Svizzera
italiana"
sul
"Bollettino
storico
della
Svizzera
italiana"
delle
Arti
Grafiche
A.
Salvioni
&
Co.
S.A.,
1974
(volume
LXXXVI,
fascicolo
IV,
pag.
149)
– si
rifà
a
don
Enrico
Maspoli
e si
riferisce
altresì
a "Castellanza
di
Novaggio"
citando
Riv.
Tiro
federale
a
Bellinzona
nel
1929.
Lo
stesso
Clemente
riporta
il
Brentani
(C.T.
159-160)
su
una
nota
risalente
al
30
aprile
1298
("In
Novacio…
ubi
dicitur
in
Castra…
in
Valigiis
sen
in
Rippa
de
Castello")
e un
altro
documento
dello
stesso
Brentani
(C.T.
I,
159
e
160)
su
beni
immobili
del
Capitolo
della
Cattedrale
di
Como
a
Novaggio.
E,
sempre
Emilio
Clemente
nella
menzionata
pubblicazione,
scrive:
"A
Novaggio
il
castello
era
posto
sopra
un
cono
che
si
eleva
più
a
valle
della
strada
che
va a
Miglieglia.
Si
scorge
ancora
parte
del
muro
perimetrale.
Il
luogo
è
designato
col
nome
di
"castelli";
il
plurale
traduce
i
"castra".
Nominato
come
coerenza
della
chiesa
maggiore
di
Como
e
negli
atti
del
notaio
Giorgio
Avanzini,
anni
1421
e
1422
(Maspoli,
R.S.T.,
febbraio
1940,
pag.
289;
ottobre
1939,
pag.
245)".
In
un
altro
testo
("Lineamenti
storici
del
Malcantone.
Agno,
Bioggio
e
Cademario
compresi"
di
Virgilio
Chiesa,
Arti
Grafiche
Gaggini-Bizzozero
S.A.,
Lugano-Mendrisio,
vol.
I,
pagg.
81-84)
tra
altro
si
legge
testualmente:
"Novaggio
con
Curio,
Banco
e
Bedigliora
era
una
castellanza,
così
chiamata
perché
doveva
provvedere
alla
manutenzione
del
castello
di
Novaggio,
posto
su
un
rialto
sottostante
la
strada
che
conduce
a
Miglieglia
e
del
quale
rimane
parte
del
muro
di
cinta.
Non
è da
confondere
col
castello
di
Miglieglia,
su
un
promontorio
verso
il
fondovalle,
vicino
alla
vecchia
strada
Novaggio-Miglieglia.
Appartenevano
alla
castellanza
i
pascoli
e i
boschi
sul
fianco
del
Lema,
che
scende
dal
pian
Pulpito
a
Cima
Pianca,
alla
val
di
Casola,
di
Bosco
di
Maggio
e a
occidente
sin
sopra
Bombinasco
al
Sasso
del
lodo
(Sasslod)
ai
confini
di
Astano;
e vi
appartenevano
pure
i
Mondini
degli
odierni
Patriziati
di
Bedigliora
e di
Curio.
Ancor
oggi
il
pascolo
sotto
il
pian
Pulpito
è
denominato
Castellanza".
Avvenuto
lo
smembramento
della
"Castellanza
di
Novaggio"
in
tre
Patriziati
e
tre
Comuni
– si
legge
nell’"Almanacco
malcantonese"
del
1971
–
"rimase
comunque
molto
territorio
di
proprietà
e di
giurisdizione
promiscua,
che
conservò
il
nome
di
Castellanza
dei
tre
Comuni.
L’ultima
divisione
avvenne
nel
1788
e
ciascun
Comune
assunse
la
giurisdizione
territoriale
delle
porzioni
di
Castellanza
loro
assegnate
in
proprietà,
rimanendo
in
comunione
la
pastura". |